Aru: “Contador attento, . ti sfido così” – IS in Sardegna

Test in galleria del vento e allenamenti specifici per migliorare nella crono: il duello verso il Giro è già iniziato. Debutto in Oman, la novità-classiche





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GalleriaAru nella galleria del vento della Specialized

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Sì, si può. Per Fabio Aru, nuova stella del ciclismo mondiale, battere Alberto Contador al Giro, per quanto sia estremamente difficile, è possibile. Però, e c’è poco da girargli attorno, per riuscirci il sardo dell’Astana deve migliorare a cronometro perché il 23 maggio, da Treviso a Valdobbiadene, ci si giocherà la maglia rosa. Quel giorno la sfida sarà di una durezza estrema, 60 chilometri contro il tempo che possono segnare una carriera, non solo una classifica. In salita, del resto, Aru ha già dimostrato di essere all’altezza dello spagnolo. Vi ricordate le tappe di San Miguel de Aralar e Monte Castrove alla Vuelta? Nella prima mise in fila Valverde, Rodriguez, Contador e Froome. Nella seconda, l’ordine d’arrivo alle sue spalle fu Froome, Valverde, Rodriguez e Contador. Vittorie che arrivarono grazie a dati eccezionali, cioè due scatti in salita a oltre 600 watt di picco a distanza di 90″ uno dall’altro, e che, assieme a quella di Plan di Montecampione al Giro, lo hanno trasformato da promessa italiana a grande realtà internazionale per le corse a tappe. Persino lo stesso Contador, al quale Aru s’ispira, dopo queste prestazioni, lo consacrò: “Il futuro è suo. E’ lui il mio erede”.

ALLA VUELTA

Aru, che trionfo: dalla sfida con Froome all’abbraccio con Martinelli

circuito —

“Lo so – afferma Aru – ora devo migliorare a crono perché quella tappa sarà il crocevia del Giro. Indietro non posso guardarmi, quello che ho fatto è azzerato perché acqua passata non macina più”. Dello stesso parere Maurizio Mazzoleni, allenatore con Paolo Slongo del team kazako: “Non c’è dubbio che ora Fabio debba fare uno step nella confidenza con la bici da crono. Nella sua programmazione settimanale ci sarà un allenamento dedicato. Ma non nel giorno di scarico, Fabio ha bisogno di fare lavori specifici di qualità. Intanto abbiamo studiato un circuito da fare “dietro motore” in Brianza, tra Galbiate, Oggiono e Bevera, adatto al nostro scopo”. Il primo passo, però, è stato un altro. A fine stagione Aru è andato in California per test aerodinamici nella galleria del vento della Specialized. “Durante il secondo ritiro di squadra (a Calpe dal 4 dicembre) sfrutteremo l’occasione per andare in pista ad Alicante – prosegue Mazzoleni -. Quello sarà un momento importante per abbinare i dati raccolti in California (teorici, ndr) con quelli pratici su pista. In base ai risultati stabiliremo i lavori specifici”. Allenamenti che toccheranno più caratteristiche. “Dalla crono di Saltara al Giro 2013, passando per quella di Barolo, del Grappa e la prima della Vuelta, le sue prestazioni sono andate migliorando – continua Mazzoleni -. In più Fabio è giovane e atleticamente in crescita. Logico che dobbiamo lavorare su tutto: postura, tenuta muscolare alla posizione e resistenza alla potenza a livelli submassimali”.

Al GIRO

A Montecampione è un super Aru

primo amore —

Da lunedì sera Aru è in ritiro con la squadra a Montecatini Terme e ieri, nella prima uscita si è dedicato al suo primo amore, la mountain bike. In compagnia di Nibali, Tiralongo e del neoacquisto Rosa, ha pedalato quasi un paio d’ore sulle colline esibendosi anche in salti da fare di oltre mezzo metro. “Come fate a saperlo?”, dice ridendo. Spie. Le quali ci hanno detto che, contrariamente all’anno scorso, il “sole” delle vacanze non gli ha più schiarito i capelli. Altra risata: “Altrimenti Nibali si arrabbiava ancora”. Ferie che ormai sono “un ricordo lontano. Con Valentina (la fidanzata, ndr) sono stato in Messico, a Cuba e Santo Domingo, il posto che mi è piaciuto di più: mare bellissimo, pace, relax. Ne avevo bisogno. In Messico mi sono trovato pure Martinelli nell’albergo a fianco. Mi ha controllato anche lì, eppure sono andato lontano (scherza, ndr). Quando lo incrociavo tenevo il respiro e dentro la pancia, mi sembrava di essere Checco Zalone. Però, e questo è vero, ho preso solo un paio di chili. Poi a casa non ho perso neanche un giorno tra palestra e bici. Quando piove? Esco lo stesso, i rulli mi ammazzano di noia. Se non sono proprio costretto non li faccio”.

tour o vuelta —

Oggi la prima giornata importante, perché nel pomeriggio Fabio si troverà con lo staff tecnico per decidere il programma. Salvo sorprese, il suo debutto sarà in Oman a febbraio, poi Parigi-Nizza. La sua primavera, dopo un periodo d’altura, per arrivare al via del Giro con più giorni di corsa rispetto ai 13 del 2014, dovrebbe prevedere due gare a cui Aru tiene molto e che rappresentano per lui una novità: Freccia Vallone e Liegi-Bastogne-Liegi. Un punto interrogativo sui Paesi Baschi, ma è più si che no, e uno sul Trentino dove la partecipazione sarà decisa in base alla necessità. E l’estate? Beppe Martinelli, il team manager, non ha ancora perso la speranza di schierarlo al Tour al fianco di Nibali, e anche Aru è favorevole a questa ipotesi. Ma ci sono controindicazioni che il team sta valutando. La prima, che l’accoppiata ad altissimo livello Giro-Tour è quasi impossibile. La seconda, che Aru in questi mesi è già chiamato a due notevoli sollecitazioni e cambiamenti: miglioramento a cronometro e debutto nelle Classiche delle Ardenne. Quindi, al di là del fatto che anche alla Vuelta uno squadrone come l’Astana si deve presentare competitivo, chiedere ad Aru, che in fondo è pur sempre alla terza stagione vera da pro’, un ulteriore cambiamento potrebbe essere un rischio eccessivo.

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